venerdì 18 luglio 2008

Addio Ronaldinho, parte seconda.


Martedì è finita l’avventura di Ronaldinho nel Barça. E' rimasto 5 anni in blaugrana, i primi tre anni sono stati impeccabili, avevamo tra le mani il miglior giocatore del mondo che ha riportato il Barça nell’olimpo del calcio mondiale. Ci ha fatto sognare e divertire con le sue innumerevoli giocate, slalom, punizioni, rovesciate, pallonetti, gol da cineteca. Tanti rimarranno nella storia come la doppietta al Bernabeu e la serpentina contro il Chelsea nel 2004, la rovesciata contro il Villareal, quella contro l’Atletico (suo ultimo gol in blaugrana!).

Dal 2003 al 2006 Ronaldinho gioca sempre, sia partite del Barça che del Brasile, non si ferma mai, più cresce la sua popolarità e più gioca, il Barça non può giocare senza il suo giocatore simbolo perché i tifosi riempiono la stadio per lui, vogliono vedere le sue giocate. E lui gioca e sorride perché è quello che più gli piace al mondo. Gioca, sorride e vince il pallone d'oro più tanti altri riconoscimenti.

Nella stagione 2006 raggiunge l’apice della sua carriera: ci regala una Liga e la seconda Champions della storia del Barça, è stato tutto perfetto fino alla finale di Parigi. Sembrava che niente e nessuno potesse fermarlo e invece si rompe il meccanismo e Ronaldinho buca l’appuntamento mondiale, è il primo campanello d'allarme.

Ha bisogno di riposo e invece deve subito ripartire per la pretemporada del Barça, che quell'anno si fa in America, figuriamoci se lo lasciano riposare proprio nella patria del suo sponsor. Ronaldinho è una gallina d'oro per la Nike, per il Barça e per la sua famiglia in primis suo fratello procuratore, l'unica cosa che deve fare è giocare, giocare come solo lui sa fare, sorridere e far divertire.
Inizia la stagione e lui parte stanco, dovrebbe allentare un po' i ritmi ma non può perchè prima s'infortuna Messi poi Eto'o e a lui gli tocca tirare avanti la baracca. Non gioca bene ma paradossalmente questo è l'anno in cui segna di più, però attenzione, quasi tutti i suoi gol arrivano da calci piazzati, pochissimi sono quelli su azione, secondo campanello d'allarme.

I tifosi se la prendono con il Barça per aver regalato la Liga al Madrid ma se la prendono soprattutto con lui e con la sua stagione poco brillante, è lui il principale responsabile, è lui il capro espiatorio. Ronaldinho a fine anno si prende una pausa, rinuncia a partecipare alla Coppa America, dovrebbe fargli bene riposare un po' e invece questa pausa lo butta ancora più giù e così inizia la sua stagione peggiore.

Il giocattolino si è rotto, Rijkaard prova in tutti modi ad aggiustarlo ma non riesce nell'impresa, gli offre tante di quelle occasioni per provarci ma lui non ne approfitta, è apatico e non sorride più. A volte sembra che possa farcela, però è solo una sensazione, una speranza. La conferma arriva durante il grande classico, Frank, a sorpresa, lo mette in campo ma lui non combina niente, non ha più stimoli, neanche l'adrenalina che ti da una partita del genere lo aiuta a risorgere. Terzo campanello d'allarme.

Nessuno sembra accorgersi che Ronaldinho ha un problema, era evidente che qualcosa non andava, perchè nessuno lo ha aiutato? O se qualcuno ci ha provato perchè il brasiliano non si è fatto aiutare?

Passa più tempo in panchina che in campo, in pochissimo tempo perde tutto il credito che aveva accumulato nei suoi primi tre anni, perde la fiducia del suo allenatore (ma che ha fatto per far incavolare Frank?), la stima dei suoi compagni, i tifosi gli voltano le spalle e lo fischiano ogni volta che tocca palla, perde l'immunità parlamentare e i giornali cominciano a scrivere di tutto e di più sulla sua vita privata, lo accusano di uscire tutte le sere e di non presentarsi agli allenamenti.
Via internet girano notizie ancora più inquietanti, qualcuno dice che ha problemi con l'alcol, altri di droga, le sue lunghe assenze per strani infortuni alimentono solo queste dicerie. La situazione è sfuggita di mano, nessuno ha più il controllo di quello che succede nello spogliatoio e fuori.
Intanto il Barça comincia a perdere i pezzi, il primo a pagare per la seconda stagione in bianco è Rijkaard, ma non sarà l'unico.

Lo capisce anche il fratello che è ora di far qualcosa,Guardiola lo ha detto chiaro e tondo che il brasiliano è finito nella lista degli indesiderati. E' meglio cambiare aria il più in fretta possibile. Ronaldinho in due anni si è svalutato, il suo cartellino un tempo inacessibile ora è diventato alla portata di tutti, è passato da oggetto dei desideri di tutte le squadre europee ad avere due sole misere chance, Manchester City e Milan. Tra le due ha scelto quella che più gli piaceva.

La telenovela Ronaldinho-Milan durata tre lunghissimi anni, si conclude con un happy end. Il Barça è contento di essersene sbarazzato in maniera elegante, il Milan ha fatto l'affare del secolo (!), lui è contento di tornare a essere l'idolo dei tifosi.
Da parte mia ho avuto un miscuglio di sensazioni contrastanti, sono passata dalla rabbia alla tristezza, dallo sconforto alla rassegnazione. Oggi ho raggiunto lo stadio del menefreghismo, mi è bastato vederlo 5 secondi con la maglia sponsorizzata da bwin per capire che con lui ho chiuso definitivamente.

Addio Ronaldinho e grazie per tutto quello che hai fatto per il Barça.

5 commenti:

lottery results ha detto...
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make money ha detto...
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ilmuro ha detto...

Condivido la tua analisi. In tutta la vicenda c’è però una cosa che non mi torna: che fine ha fatto negli ultimi tempi il fratello/procuratore sempre prodigo di consigli e sempre attento a non far fare passi falsi al suo gioiellino. Perché gli ha permesso di buttare via un intera stagione? Non capisco.

Certo che da te non me lo sarei mai aspettato: non hai attribuito il minimo riconoscimento al tuo amato Rijkaard, è Rijkaard che ha usato Ronaldinho come esterno sinistro che non copre con la facoltà di fare tutto quello che voleva e diventare così quello che è diventato. Non so quanti allenatori avrebbero fatto la stessa mossa.

Anonimo ha detto...

sul sito di donbalon ci sono due articoli/editoriali cattivissimi. io aggiungo una cosa a quello che hai detto. ha fatto quello che ha fatto giocando sempre fuori ruolo 8sulla fascia) e non lamentandosi MAI. non si è neanche lamentato mai quando hanno incominciato a scrivere di tutto di più sul suo conto. da questo punto di vista proprio non posso lamentarmi del suo comportamento.

KUBALA

ape ha detto...

@ilmuro

Anch’io non ho capito cosa è successo all’azienda familiare Ronaldinho, lo ha sempre protetto, lo ha tenuto fuori dai guai, ogni suo passo fuori dal campo era studiato in ogni minimo dettaglio dal fratello e dalla sorella che gli cura l’immagine, invece negli ultimi tempi sembrano aver perso interesse verso il loro fratellino.

Vero non ho detto niente di Rijkaard, tutti e due hanno tratto vantaggio l’uno della presenza dell’altro e non ho detto niente neanche della perfetta simbiosi che c’era tra Eto’o e il brasiliano per due anni sono stati fantastici assieme, era un piacere vederli giocare, l’uno completava l’altro, poi la magia è finita, si è deteriorato il rapporto con Frank e la stagione è andata come è andata, malissimo!

@Kubala

Sono ben brutti gli articoli su donbalon!
Vero è che non si è mai lamentato però ha anche tratto molto vantaggio da quel ruolo, Ronaldinho si è comportato bene quasi fino alla fine, non è mica come Henry che ha cominciato a lamentarsi fin dal primo giorno perché Rijkaard lo costringeva a giocare in una posizione che non era la sua, peccato che con la sua nazionale ha fatto pena lo stesso anche se giocava nel suo ruolo preferito.