Dopo una serata da dimenticare e una giornata altrettanto da incubo mi arriva il messaggio che mai avrei voluto ricevere. La giunta direttiva del Barça ha silurato Rijkaard. Non mi piace questa decisione, non la condivido. Ero rimasta tra i pochissimi che lo volevano ancora seduto nella panchina blaugrana, per lo meno ci speravo. Arriva così l’ennesima delusione stagionale, ed è quella che fa più male. Perché ormai avevo fuso la mia passione per il Barça con quella per Rijkaard, mi è difficile separare le due cose e mi è ancora più difficile immaginare il Barça senza Frank, non esiste proprio.Un Barça senza Rijkaard mi sembra un po’ meno Barça…
E dire che quando Rijkaard è arrivato a Barcelona non ho di certo gioito anzi avevo pure pensato che si stava raschiando il fondo del barile. Non aveva certamente un gran curriculum: ha allenato l’Olanda e si dimesso dopo una partita persa contro un’Italia scandalosa, passa nella panchina dello Sparta Rotterdam e riesce a mandarlo in B, non proprio esaltante come presentazione.
Non ero l’unica a non credere in Rijkaard, il Barça veniva da un periodaccio, 4 anni senza vincere niente, non era sicuramente il momento migliore per affidarsi a un non vincente. A dispetto dei pronostici, Frank pian pianino si guadagna la stima dei giocatori con il suo modo di fare pacifico e tranquillo, senza mai gridare ma sempre cercando il dialogo e insistendo sul concetto di squadra (bellissimo si vince e si perde tutti assieme). Anch’io comincio ad apprezzarlo, mi conquista ogni giorno di più e inizio a non perdermi neanche una partita del Barça. È il periodo in cui i blaugrana si metteno a giocare a mille, diventano la bandiera del ‘jogo bonito’ e nel giro di poco arrivano 2 Liga e la Champions. Il 2006 è l’anno del Barça che riesce a vincere il doblete, mamma mia che anno. Con questi successi Rijkaard mi ha definitivamente convinto, capisco che è l’allenatore giusto arrivato al momento giusto.

Sono mille i motivi per cui Rijkaard è e rimarrà il mio allenatore preferito. Per la sua filosofia di vita che applicava anche alla squadra, perché ha sempre avuto fiducia nei suoi giocatori, perché crede nel concetto di squadra, perché afferma che per giocare una buona partita bisogna avere la mentalità giusta, perché è coerente con le proprie idee, perché è sempre rimasto tranquillo anche nei momenti peggiori, perché è ottimista e ha cercato di infondere il suo ottimismo al Barça che tradizionalmente è pessimista, perchè è una gran persona, perché le sue conferenze stampa infondono sempre una gran calma, perché è equilibrato, perché il suo numero preferito è l’otto, perché proteggeva i suoi giocatori,perché ha detto che il Barça gli rimarrà nel cuore, perché è un signore e non ha mai voluto prendersi i meriti per i successi ma li ha sempre girati ai suoi giocatori, perché si è sempre preso le colpe di tutti gli insuccessi, perché ascolta i Pixies, perché non ha mandato a cagare Eto’o quando l’ha definito una cattiva persona, perché sotto la sua guida sono nati talenti dal calibro di Ronaldinho, Messi e Iniesta, perché con lui abbiamo vinto al Bernabeu per 3 a zero, perché con lui siamo riusciti a rimontare e vincere la finale della Champions, perchè non si meritava di essere preso in giro dai suoi giocatori e non meritava di andarsene via in questa maniera.
Potrei citare ancora mille altre motivi.Mi fermo e concludo citando una frase di Laporta “Rijkaard è un fenomeno” è vero, mi manca già.